Vetri per finestre: come scegliere tra isolamento, comfort e sicurezza

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FCL 1959

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vetri per finestre, come scegliere quello giusto con FCL 1959

Quando si parla di sostituire le finestre, la prima domanda riguarda quasi sempre il materiale: PVC, alluminio o legno-alluminio?

È comprensibile, perché il profilo è la parte più visibile del serramento e spesso è anche quella maggiormente raccontata nelle pubblicità. Eppure c’è un elemento che occupa gran parte della superficie di una finestra e che incide in maniera importante sul suo comportamento: il vetro.

Due finestre apparentemente molto simili possono offrire prestazioni differenti proprio per la composizione della vetrata.

Per questo, quando consigliamo un serramento, preferiamo non partire dalla domanda “qual è il vetro migliore?”. La domanda più corretta è un’altra: “che cosa deve fare quella finestra?”

Proteggere dal freddo? Limitare il caldo estivo? Ridurre il rumore di una strada trafficata? Aumentare la sicurezza? Probabilmente dovrà fare più di una di queste cose.

Ed è da qui che dovrebbe partire la scelta, considerare i vetri per finestre

Doppio o triplo vetro? Non sempre “di più” significa “meglio”

È una delle domande che si incontrano più spesso quando si scelgono nuovi serramenti.

Il triplo vetro, grazie alla presenza di tre lastre separate da due intercapedini, può raggiungere prestazioni termiche molto elevate. Ma questo non significa automaticamente che rappresenti la scelta migliore per qualsiasi abitazione.

Bisogna considerare il serramento nel suo insieme, l’esposizione della casa, il clima, le dimensioni delle aperture e le prestazioni che vogliamo ottenere.

Anche il peso della vetrata aumenta e questo aspetto deve essere correttamente considerato nella progettazione del serramento, soprattutto quando le dimensioni diventano importanti.

Un doppio vetro correttamente configurato, quindi, può essere ancora una soluzione perfettamente adeguata in molte situazioni.

È un buon esempio del motivo per cui preferiamo evitare le risposte assolute: nel mondo dei serramenti, la soluzione tecnicamente più performante sulla carta non coincide necessariamente con quella più sensata per quella specifica casa.

Che cos’è il vetro basso emissivo?

Il termine basso emissivo compare ormai molto frequentemente quando si parla di finestre, ma non sempre viene spiegato al cliente cosa significhi realmente.

Su una delle superfici del vetro viene applicato un particolare rivestimento, praticamente invisibile, che contribuisce a limitare la dispersione del calore verso l’esterno.

In inverno, in termini molto semplici, aiuta a trattenere maggiormente il calore all’interno dell’abitazione.

Il vantaggio non riguarda soltanto i consumi energetici. Una superficie interna del vetro meno fredda contribuisce anche alla sensazione di comfort percepita quando ci troviamo vicino alla finestra.

Ed è un aspetto importante: quando parliamo di buoni serramenti non dovremmo pensare esclusivamente alla bolletta. Il risultato che percepiamo tutti i giorni è soprattutto il comfort della casa.

E d’estate? Attenzione all’esposizione

Una grande superficie vetrata è bellissima. Porta luce naturale in casa, rende gli ambienti più aperti e crea continuità tra interno ed esterno.

Ma una grande vetrata molto esposta al sole può anche comportare un notevole apporto di calore durante l’estate.

Qui entra in gioco un’altra caratteristica del vetro: la capacità di controllare l’energia solare che attraversa la finestra.

Esistono vetri con caratteristiche di controllo solare o selettive, studiati per limitare parte dell’apporto energetico del sole mantenendo al tempo stesso una buona trasmissione della luce.

Anche in questo caso, però, non sceglieremmo una determinata vetrata semplicemente perché “più performante”.

Una finestra esposta a sud non ha necessariamente le stesse esigenze di una rivolta a nord. Una grande vetrata di un soggiorno non va valutata esattamente come una piccola finestra di servizio.

L’esposizione conta. E parecchio.

Il rumore: non basta aggiungere un vetro

Chi vive vicino a una strada trafficata, una ferrovia o semplicemente in una zona rumorosa sa quanto il comfort acustico possa incidere sulla qualità della vita.

Qui c’è un equivoco abbastanza comune: pensare che il triplo vetro sia automaticamente la soluzione migliore anche contro il rumore.

Non funziona esattamente così.

L’isolamento acustico dipende dalla composizione della vetrata, dagli spessori delle lastre, dalla loro combinazione e dalla presenza di eventuali vetri per finestre stratificati con caratteristiche acustiche.

In determinate situazioni si utilizzano infatti lastre di spessore diverso proprio per migliorare il comportamento della vetrata rispetto a determinate frequenze sonore.

Ma c’è un altro punto che non dovrebbe essere dimenticato.

Possiamo scegliere un vetro eccellente e vanificarne una parte delle prestazioni se il resto della finestra o la posa non sono adeguati.

Il rumore trova la strada più debole.

Per questo vetro, telaio, cassonetto e posa devono essere considerati come un unico sistema.

Il vetro contribuisce anche alla sicurezza

Una finestra non deve proteggerci soltanto dal freddo, dal caldo e dal rumore.

In alcune situazioni è importante valutare anche la sicurezza.

I vetri stratificati sono composti da più lastre unite attraverso speciali intercalari. In caso di rottura, questi contribuiscono a mantenere insieme i frammenti e, a seconda della composizione e della classe prevista, possono offrire differenti livelli prestazionali.

La scelta diventa particolarmente interessante per finestre facilmente raggiungibili dall’esterno, porte-finestre, grandi superfici vetrate e, più in generale, dove sia opportuno aumentare la protezione delle persone o la resistenza della vetrata.

Anche qui è importante non fermarsi alla generica definizione di “vetro di sicurezza”: esistono composizioni differenti per esigenze differenti.

Gas nell’intercapedine: cosa c’è tra i due vetri?

Guardando un moderno vetrocamera potrebbe sembrare che tra le lastre ci sia semplicemente aria.

Spesso l’intercapedine viene invece riempita con argon, un gas utilizzato per migliorare le prestazioni termiche del vetrocamera.

È uno di quei componenti che il cliente non vedrà mai, ma che partecipa al risultato complessivo della finestra.

Lo stesso vale per il distanziatore che separa le lastre lungo il perimetro. Le soluzioni cosiddette warm edge, o bordo caldo, sono progettate per ridurre il ponte termico nella zona perimetrale della vetrata rispetto ai tradizionali distanziatori metallici.

Sono dettagli poco appariscenti.

Ma spesso la qualità di un serramento si nasconde proprio nei dettagli che non si vedono.

Attenzione ai numeri: Ug e Uw non sono la stessa cosa

Quando si confrontano le schede tecniche si incontrano sigle che possono creare una certa confusione.

Una distinzione è particolarmente importante.

Il valore Ug riguarda la trasmittanza termica della sola vetrata.

Il valore Uw, invece, riguarda la trasmittanza dell’intera finestra e tiene quindi conto anche del telaio e degli altri elementi che compongono il serramento.

Un ottimo valore Ug, preso da solo, non racconta quindi tutta la storia.

Quando si confrontano due serramenti è importante verificare che cosa stiamo realmente confrontando.

È un aspetto tecnico, ma evita di prendere decisioni sulla base di un singolo numero presentato senza il necessario contesto.

La luce naturale non dovrebbe essere dimenticata

Parlando di isolamento è facile concentrarsi esclusivamente sulle prestazioni termiche.

Una finestra, però, ha anche un’altra funzione fondamentale: portare luce all’interno della casa.

La composizione della vetrata può influire sulla quantità di luce naturale che attraversa il serramento e anche sulla percezione dei colori.

Questo diventa particolarmente importante negli ambienti con grandi superfici vetrate o quando il progetto architettonico punta proprio sulla luminosità.

La finestra ideale non dovrebbe quindi trasformarsi in una barriera tra casa ed esterno. Deve trovare un equilibrio tra isolamento, controllo solare, sicurezza e ingresso della luce.

Allora, qual è il vetro migliore per una finestra?

Se dopo aver letto fin qui ti aspetti una risposta con il nome di un vetro preciso, probabilmente ti deluderemo.

Non esiste il vetro migliore in assoluto.

Esiste il vetro più adatto a quella finestra e a quella casa.

Prima di scegliere bisognerebbe conoscere almeno l’esposizione dell’abitazione, le dimensioni delle aperture, il livello di rumore esterno, le esigenze di sicurezza e le prestazioni termiche desiderate.

Solo dopo ha senso parlare della composizione della vetrata.

È anche il motivo per cui confrontare due preventivi guardando soltanto il prezzo finale può essere fuorviante. Dietro due finestre che esteticamente sembrano quasi identiche possono esserci vetri e caratteristiche tecniche molto diversi.

Il serramento va considerato nel suo insieme

Il vetro è fondamentale, ma non lavora da solo.

Un buon serramento nasce dall’equilibrio tra profilo, vetro, ferramenta, guarnizioni e posa in opera. Concentrarsi esclusivamente su uno di questi elementi rischia di far perdere di vista il risultato finale.

Ed è proprio qui che una consulenza professionale può fare la differenza.

Da FCL 1959 valutiamo le esigenze dell’abitazione prima di proporre una soluzione: non soltanto il materiale del serramento, ma esposizione, dimensioni, comfort termico e acustico, sicurezza e utilizzo quotidiano degli ambienti.

Perché scegliere una finestra significa scegliere un prodotto che resterà nella propria casa per molti anni. E vale la pena capire bene cosa c’è anche dentro quel vetro che, apparentemente, sembra tutto uguale.

Per informazioni e consulenze è possibile rivolgersi allo showroom FCL 1959 di Verano Brianza o contattarci al 0362.903903.

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